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Ciao mi chiamo Erika ho 19anni cerco uomini maturi da far godere.. vi racconto come sono diventata la troietta di nonno. Un giorno andai a portare il pranzo a mio nonno è stato sempre molto carino con me e quel giorno particolarmente eccitato appena mi vide mi spinse sul materasso e venne sopra di me. Mi tolse i pantaloni e le mutandine. Mi allargò le gambe e ci infilò la sua testa pelata. Iniziò a leccarmi la fichetta. La sua lingua passava veloce fuori e dentro la mia fica, fino ad arrivare anche al buchetto del culo. Con le mani intanto mi accarezzava le tette, i fianchi. Gemeva come un porco. Era tutta nuda sul letto di mio nonno e mi sentivo morire dalla vergogna ma avevo la fighetta fradicia e godevo come una troietta. Poi lui si sedette sul letto e mi disse di inginocchiarmi di fronte a lui. Mio nonno mi portò una mano al suo membro facendomela scorrere su e giù. "Dai che sei una brava nipotina lo so. Farai quello che dice nonno, vero? Vero che sei brava " Dicendo questo mi spinse la testa verso il suo pisello. "troietta di nonno apri la bocca e succhia l’uccello di tuo nonno.." "Brava , succhialo bene…così…sei brava lo sai? Leccami le palle, così…brava la mia nipotina…"."Si, brava troietta, brava pompinara di nonno…succhia ancora…lecca e succhia….". "Adesso siediti su di me…vieni…allarga le gambe…". Mi sedetti a cavalcioni sopra di lui. Le mie tette erano all’altezza della sua faccia. Le prese tra le mani e iniziò nuovamente a leccarle tutte. Le prendeva in bocca. Poi, con le mani, scendeva giù fino al culo e me lo palpava avidamente. Poi iniziò a stuzzicarmi la fichetta, mettendoci dentro un dito e muovendolo lentamente. Dopo un po’ mi fece allargare di più le gambe e cercò di penetrarmi. "Adesso sei la troietta di nonno, è arrivato il momento" "Adesso mettiti a pecora". tornò a leccarmi la fica da dietro. Sentivo la sua saliva colarmi tra le cosce. Mi leccava tutto. Poi sentii il suo uccello farsi largo con più facilità e penetrarmi senza indecisioni. "Si TROIETTA…si…nonno ti scopa…ti piace vero? Lo vuoi l’uccello del nonno, lo vuoi vero?". Mi dava forti colpi mentre mi teneva peri fianchi oppure mi strizzava le tette "Il nonno sta per venire troietta…sei proprio una gran troia…". Si staccò da me e mi avvicino l’uccello alla faccia, dopo qualche secondo mi bagnò con un liquido tiepido e trasparente. "Lecca , lecca tutto l’uccello….brava…puliscilo…". Da quel giorno diventai la troietta di mio nonno, tutte le volte che ne aveva voglia...
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